DA ITALIA ARTE


Maria Scalia: segno e plastica figurazione
Per la critica le sue opere esprimono pathos e intensa umanità.

Per tracciare un quadro esaustivo di un artista come Maria Scalia non è possibile prescindere dalla sua storia e dalla sua formazione. da quel percorso ricco di riconoscimenti critici che l'hanno accompagnata negli anni. Per questo, un breve ricordo di quanti hanno seguito la sua carriera diventa interessante e significativo Iniziamo con Armando Capri, noto critico dallo sguardo e dalle parole sempre puntuali, dall'esperienza antica formatasi in una vita di frequentazioni con il mondo più valido dell'arte del 900: "Il mondo di questa scrittrice - serve nel catalogo di presentazione della mostra allestita alla Promotrice delle Belle Arti di Torino nel 2001 - la figurazione, il fattore plastico. il volume da possedere con la potenza del segno che sempre e bellezza). difficile cogliere nella pittura (non solo femminile ob nv kij8vviamente) la forza geniale di una forma e come nel lontano passato. Ma quando incontriamo questo fattore espressivo restiamo avvinti da un risultato estetico che è gioia profonda, pathos di creativit´, presenza dionisiaca (per dirla con Federico Nietzsche) ...". Anita Ferrando su Epoca del novembre 1986 scriveva: "Sono personaggi veri o meglio momenti veduti e tradotti in pittura in un carosello dove in primis ne esce l'umanit´, la misticit´, la semplicit´ ed anche una certa ma rigorosa sensualit´. Non è soltanto la tecnica che si muove" ma sono anche e soprattutto i volti, gli occhi bellissimi dei bimbi o quelli dei vecchi nei quali è ormai riflessa la rassegnazione senza remore. Brani di vita dalla notevole forza comunicativa, segno del tempo nel susseguirsi della vita, mentre il divario delle stagioni umane e evidente. Dialogo interiore che diventa rappresentazione d'alto livello [... "Lo studio della figura spiega Dino Lazzari di scorrendo dell'opera di Scalia sul 'Corriere di Bergamo nel giugno 1984 è essenzialmente indispensabile e fondamentale per ogni pittore. dalla figura che si possono trarre tutti i motivi ispirativi per una più approfondita indagine dei sentimenti che si racchiudono nell'animo umano. E su questa linea si muove l'impegno della pittrice Maria Scalia, palermitana di nascita ma da anni residente a Torino. Abbandonato ormai lo studio della figura, inteso nel senso di esercizio accademico, Maria Scalia prende motivo dalla figura per realizza re studi più che altro psicologici dei suoi personaggi. Non è quindi la sua una pura e semplice ritrattistica, bensì una interpretazione dei valori spirituali contenuti nel l'immagine o nel soggetto che ella vuol rappresentare. Si esce pertanto dall'ambito del 'segno' per entrare in quello del contenuto, attraverso un lavoro introspettivo che mette in risalto caratteri e personalit´ sempre nuove e diverse. Con l'abilit´ dell'uso di un disegno spigliato e sciolto, e un cromatismo che si esprime con tocchi precisi e brillanti nello stesso tempo, Maria Scalia suscita nell'osservatore l'interesse a studiare da vicino gli aspetti di una realt´ che può riflettersi anche nel suo stesso animo. Una pittura assai ben impostata, quindi. e che scaturisce da un'esperienza acquisita con seriet´ e, pure, con gusto artistico".

A. Bonavoglia


Scalia: L'arte plasma la vita
Mostra presso Arte Citt´ Amica

se è vero che l'arte dialoga con l'uomo e i suoi sentimenti attraverso i colori e il segno, la pittura di Maria Scalia si inserisce a pieno titolo tra gli esempi più interessanti nel panorama creativo di oggi. Ma a questo, un altro elemento to si aggiunge, ed è la capacit´ di provoca re emozioni, riflessioni, idee. L'opera di Maria Scalia riesce in tali intenti ed è quindi da considerarsi matura e piena espressione di un fare artistico che vive al di fuori del tempo e dello spazio, conquistando quella universalit´ di linguaggio che è propria dei veri maestri.
Dal 18 al 26 novembre i suoi lavori saranno esposti negli spazi accoglienti luminosi dell'Associazione Culturale Arte Citt´ Amica, di cui fa parte insieme ad altri interessanti autori. Le sue figure che sull'uomo e il suo universo che Scalia sa un interesse primario, fuoriescono dalla composizione con una forza primordiale fatta di gesti naturali e semplici, quotidiani e di immediata lettura. Forse è per questo che davanti alle sue opere ci si ritrova sempre a meditare sul proprio lo, rivivendo una comunanza di affetti di atmosfera re dal fascino antico e moderno. Ecco, forse uno degli aspetti più coinvolgenti dei dipinti di Maria Scalia è il saper unire l'essenzialit´ del gesto e del segno a quella dei sentimenti, in un approccio al vero intenso e senza compromessi. Pochi tocchi di colore sono sufficienti a disegnare una forma, circoscritta sempre da linee robuste o da ombre plasmanti, quasi una sorta di scultura dipinta, ma senza l'assolutezza di una fisicit´ definita. Emerge una forza descrittiva non comune, a volte dolcissima altre struggente, altre ancora inquietante ma sempre misurata nell'eleganza formale del tratto e della cromia. Interessanti anche gli acquerelli, dove l'artista lascia il posto al lato più sensuale del dipingere, ad un delicatissimo gioco di trasparenze che testimonia perizia, tecnica e gusto. Anche qui Scalia si diverte con la luce, mantenendo inalterato il segno corposo, la giusta equidistanza tra illusione e realt´.


Guido Folco


Scalia: arte come studio ed espressivitá
Pittrice palermitana, Maria Scalia ha compiuto studi artistici al liceo e all'Accademia delle Belle Arti, concludendo con la Laurea in Architettura. Numerose le esposizioni personali e collettive e i riconoscimenti della critica. Tra le mostre principali, ricordiamo quelle alla Galleria Vip Center di Milano, al Centro Magimawa di Torino, alla Galleria d'Arte Moderna Modi di Bergamo, al Consolato d'Italia e negli spazi della Banca Monte dei Paschi di Siena a Bruxelles, oltre a numerosi concorsi come l'internazionale indetto dalla Provincia di Torino o all'Accademia Internazionale d'Arte Moderna di Roma.


Paola Sifletto